José Mourinho, tecnico del Manchester United

A Guardiola il derby di Manchester. Mourinho furioso coi suoi (e con l’arbitro)

MANCHESTER – Perdere la prima fa sempre male. Perdere la prima nel derby fa malissimo. Perdere la prima contro il tuo arcinemico è il peggio che ti possa capitare nel calcio. Tutto questo è successo sabato a José Mourinho: il Manchester City di Pep Guardiola ha espugnato Old Trafford grazie alle reti di Kelechi Iheanacho e Kevin De Bruyne, con inutile gol di Zlatan Ibrahimovic per il Manchester United. Per i Red Devils primo ko dopo 4 vittorie su 4 tra Community Shield e Premier League. I Citizens, invece, fanno 4 su 4 in campionato (6 su 6 se si considerano i preliminari di Champions con la Steaua Bucarest) e vanno da soli in vetta alla classifica col miglior attacco.

ACCUSE – Ovviamente diverse le reazioni dei due allenatori. Cominciamo con Mourinho, che se la prende coi suoi giocatori, accusati di non essere capaci di reggere la pressione dei grandi appuntamenti, e con l’arbitro Mark Clattenburg, reo di non avere concesso un rigore alla sua squadra e non avere espulso il portiere ospite Claudio Bravo. «Non ho fatto cambi dopo 20 minuti perché non volevo distruggere i giocatori – le parole dello Special One -. Non volevo fare tre sostituziooni all’intervallo, ma se il calcio fosse uno sport con un numero illimitato di cambi, lo avrei fatto dopo una ventina di minuti. Ho fatto un paio di scelte di formazione perché pensavo che le qualità individuali di alcuni giocatori mi avrebbero dato ciò di cui avevo bisogno, ma non è successo».

PRESSIONE – Il portoghese non ce l’ha solo con Henrikh Mkhitaryan e Jesse Lingard, lasciati fuori dopo l’intervallo. «Non sono solo loro.  Abbiamo perso troppi palloni facili. Anche i nostri centrali (Eric Bailly e Daley Blind, ndr), che fino a oggi erano stati perfetti, hanno perso palloni facili. Dopo il primo tempo, ho detto ai ragazzi che sembrava che alcuni di loro stessero cercando di fare esattamente quello che avevo detto loro di non fare. Avevo chiesto di non giocare la palla di prima, perché quelli del City fanno pressing, e invece i miei giocatori l’hanno fatto 20 volte. Penso che alcuni dei ragazzi abbiano patito le dimensioni di questa partita. Non è questione di inesperienza o età, perché nel secondo tempo un ragazzino come Marcus Rashford ha giocato come se fosse una partita dell’Under 18 contro il Salford United. Dipende dagli individui e da come ciascuno reagisce nelle grandi occasioni. È imprevedibile».

POCO BRAVO – In una giornata di gloria per il Manchester City, a produrre qualche alzata di sopracciglio è stata la prestazione di Claudio Bravo, scelto come titolare da Guardiola al posto di Joe Hart, passato in prestito al Torino. Il portiere cileno ha sbagliato di brutto sul gol di Ibra, ma il tecnico spagnolo prende le sue difese: «Claudio Bravo ha mostrato grande personalità oggi. Guardate che cosa ha fatto nel secondo tempo, giocando ancora e ancora la palla. È stato fantastico con i piedi. Sono contento di lui. Non era un esordio facile per lui, dopo solo due allenamenti venire a Old Trafford e giocare con questa personalità significa molto». Convinto Guardiola, restano da convincere i tifosi dei Citizens, rimasti a chiedersi se valeva la pena disfarsi di un portiere con spiccata tendenza alla papera per prenderne uno che con una papera comincia la sua avventura.

RIGORE E ROSSO – Su Bravo ha qualcosa da dire anche Mourinho, secondo cui il cileno andava espulso per un fallo da rigore su Wayne Rooney. «Conosco il regolamento, era chiaramente rigore e rosso per Bravo. Fosse stato fuori area, punizione e rosso. In area, è più difficile (per l’arbitro, ndr) perché è una grossa decisione e gli arbitri sono come noi, umani, e a volte ci pensano due volte prima di fare una scelta difficile. Se Clattenburg non ci avesse pensato due volte, avrebbe dato rigore ed espulsione, con la possibilità per noi di fare 2-2 con un sacco di tempo ancora da giocare. Potremmo stare a parlare di tutta un’altra storia. Siamo stati puniti per il nostro brutto primo tempo e quella è colpa mia, ma siamo stati anche puniti da Mark con le sue decisioni sbagliate nel secondo tempo».

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