The Royal London Hospital di Whitechapel, Londra

«Sanità pubblica sull’orlo del collasso: fondi subito o sistema a rischio»

LONDRA – «Siamo sull’orlo dell’abisso». Non usa mezzi termini Chris Hopson, ad di NHS Providers, l’organismo che rappresenta i consigli di amministrazione degli ospedali inglesi, secondo cui la situazione è gravissima. Un intervento che arriva pochi giorni dopo il lancio di un’inchiesta speciale sullo stato della sanità pubblica in Inghilterra da parte del Parlamento.

TAGLI SU TAGLI – Anni di tagli hanno ridotto sul lastrico il sistema sanitario e, se entro novembre il governo non interverrà con importanti finanziamenti, c’è il rischio di un taglio del personale con la conseguente drastica riduzione delle prestazioni e ritorno ai tempi bui del quasi collasso degli anni ’90. «L’NHS non riesce più a fare quello che la gente si aspetta e non per colpe proprie – le parole che Hopson ha affidato alle colonne dell’Observer -. Come l’esperienza degli anni ’90 ha insegnato, invece di una brusca battuta d’arresto, l’NHS attraversa fasi di lento declino che diventa evidente solo quando è tardi. È difficile isolare il momento giusto per lanciare l’allarme quando si è in una lenta traiettoria discendente. Noi abbiamo deciso di lanciare l’allarme ora. L’alternativa è tra finanziamenti adeguati in tempi brevi o il declino. Gli ospedali che rappresento sostengono che non è possibile fornire un servizio adeguato con i fondi a disposizione».

RISCHI – Solo pochi giorni fa, l’NHS ha reso noti i numeri sulla qualità del servizio nell’ultimo trimestre e sono i peggiori di sempre per quanto riguarda i pronto soccorso, i tempi di risposta delle ambulanze e la quantità di operazioni effettuate. E Hopson avverte il Primo Ministro Theresa May che la situazione potrebbe peggiorare se il budget a disposizione degli ospedali non dovesse aumentare. Il governo potrebbe essere costretto a prendere decisioni poco popolari come «la chiusura di parecchi servizi e l’estensione e l’aumento delle tariffe per i pazienti».

NIENTE SERVIZI – Oltre che per i tagli di cui è vittima direttamente, prosegue Hopson, l’NHS soffre anche per quelli ai servizi sociali, con molti pazienti che non possono essere dimessi dagli ospedali perché non i comuni non hanno i soldi per prendersene cura. Il che significa che molti nosocomi «stanno lavorando al limite delle proprie possibilità con seri rischi per i degenti».

Il Primo Ministro britannico, Theresa May
Il Primo Ministro britannico, Theresa May by U.S. Embassy London

RISPOSTA – Per il momento, la risposta del governo non è molto incoraggiante. «Sappiamo che l’NHS è sotto pressione a causa dell’aumento dell’età media della popolazione, ma ci aspettiamo che continui ad assicurare un servizio adeguato ai pazienti». Insomma, come dire “arrangiatevi”.

 

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