Guidolin-Conte, pari e patta: 2-2 (con polemiche) tra Swansea e Chelsea

SWANSEA – Si ferma a tre il filotto di vittorie del Chelsea di Antonio Conte. A Swansea, contro il City di Francesco Guidolin, finisce 2-2, anche se tra le polemiche, con i londinesi che (con qualche ragione) se la prendono con l’arbitro Andre Marriner. I Blues mancano così l’aggancio in vetta al Manchester City, unica squadra ancora a punteggio pieno dopo le prime quattro di Premier. Blues brillanti in attacco con Diego Costa, autore di una doppietta, ma orrendi in difesa con Gary Cahill e Thibault Courtois in giornata nera.

ASSOLO BLUES – La partita si mette subito bene per i Conte Boys: al 18′ Diego Costa, fischiato dall’inizio alla fine come gli capita sempre quando si allontana da Stamford Bridge, supera Lukasz Fabianski su assist di Oscar. Il Chelsea domina e sfiora più volte il raddoppio: a Eden Hazard e Cesar Azpilicueta dice di no il portiere di casa, mentre lo stesso Costa e John Terry non trovano la porta da buona posizione.

DOPPIO ORRORE – Dominio totale degli ospiti, dunque, e niente che faccia pensare a un possibile ritorno dello Swansea. A rovinare la giornata di Conte, però, ci pensano i citati Courtois e Cahill. Il primo a combinarla grossa è il portiere belga, che sbaglia l’uscita e butta giù in area Gylfi Sigurdsson. È lo stesso islandese a trasformare. Siamo al 59′ ed è pari e patta. Ma solo per poco, perché tre minuti dopo il Liberty Stadium esplode: Cahill sbaglia il retropassaggio per Courtois, Leroy Fer ne approfitta e firma il 2-1 per lo Swansea. Il difensore dei Blues si lamenta (giustamente, va detto) per un doppio fallo ai suoi danni, Marriner non fa una piega e concede.

MAGIA COSTA – Senza sapere bene come, il Chelsea si ritrova così sotto di un gol. Per fortuna di Conte, Costa è in giornata di grazia e all’81’ inventa il gol della giornata con una rovesciata da urlo in area piccola. Fabianski stavolta non può nulla. L’ex Atletico Madrid  sale così a quota 6 contro lo Swansea, la squadra contro cui ha segnato di più in Premier. Altra curiosità: il Chelsea ha guadagnato 5 dei suoi 10 punti grazie a reti segnate negli ultimi 10 minuti, meglio di tutte le concorrenti per il titolo.

POLEMICHE – Come detto, nel dopo partita non mancano le polemiche. Sono arrabbiati i gallesi per la mancata espulsione di Courtois in occasione del fallo da rigore su Sigurdsson (solo giallo per il belga). È addirittura furioso Cahill, toccato due volte da dietro da Fer sul secondo gol dello Swansea. «È un fallo solare – si lamenta il difensore -. Sono frustrato. È chiaro come il giorno e a rivederlo ora mi viene ancora più rabbia perché è un errore che ci costa 2 punti, che possono essere vitali in questo campionato. L’ho detto all’arbitro: siete in tre e non riuscite a vedere una cosa del genere. C’erano due falli ai miei danni e nessuno della terna ha visto niente. Per me è una cosa incredibile».

TERRY KO – Il nervosismo di Cahill è anche comprensibile: David Luiz, domenica in panchina, è pronto per il secondo esordio con i Blues dopo il ritorno da Parigi e a fargli posto sembre destinato proprio Cahill. Quali che siano le intenzioni di Conte al riguardo, venerdì prossimo nell’anticipo contro il Liverpool a Stamford Bridge la scelta del tecnico leccese sarà obbligata, visto che Terry, toccato duro alla caviglia al Liberty Stadium, sarà quasi sicuramente assente.

DIPLOMAZIA – A fine gara, Conte fa sfoggio di diplomazia, anche se si capisce la sua frustrazione per le decisioni di Marriner: «Sul secondo gol (dello Swansea, ndr), penso si veda chiaramente che c’è un doppio fallo su Cahill. Penso sia un errore grave dell’arbitro. Ma voglio anche dire che può succedere. Non voglio lamentarmi, ma è la realtà. È un peccato». Quanto all’infortunio di Terry, Conte non sembra particolarmente preoccupato: «Non so l’entità. Domani valuteremo la situazione. Ma è un guerriero». Infine, i meritati complimenti a Diego Costa: «Sono molto contento perché ha avuto un atteggiamento fantastico nonostante sia stato preso a calci dal primo all’ultimo minuto. I difensori lo conoscono e provano a provocarlo. Chi ha giocato sa che è una cosa normale, ma l’arbitro dovrebbe controllare e permettere a Diego di giocare il suo calcio».

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