Boris Johnson

Johnson cambia idea: «La Turchia entri nella UE»

LONDRA – Boris Johnson cambia idea più spesso della camicia. Le sue giravolte non dovrebbero quindi stupire. Ma l’ultima uscita del ministro degli Esteri britannico è davvero troppo clamorosa per passare inosservata. Nel corso di tutta la campagna referendaria che ha portato alla decisione del popolo britannico di uscire dalla UE, i fautori della Brexit, con Johnson in prima fila, hanno agitato il possibile ingresso della Turchia nell’Unione come uno spauracchio per spaventare gli elettori. Adesso, con un incredibile voltafaccia l’ex sindaco di Londra dice che «il Regno Unito farà di tutto per aiutare la Turchia a entrare nell’Unione Europea». Difficile dare torto a chi l’ha definita “ipocrisia in azione”.

IMBARAZZO – La conferenza stampa congiunta tra l’ex sindaco di Londra, in visita ufficiale ad Ankara, e il ministro turco per i rapporti con la UE, Ocep Celik, è stata abbastanza surreale. Anche se nessuno vi ha fatto cenno, c’era un’aria di inevitabile imbarazzo da una parte e dell’altra. Non solo e non tanto per le sparate antiturche di Johnson in campagna elettorale, ma anche e soprattutto per la volgarissima poesiola satirica che l’attuale titolare del Foreign Office ha dedicato al presidente turco Racep Erdoğan solo qualche mese fa. Un componimento nel quale Erdoğan viene indicato come un “wankerer”, cioè cultore della pratica dell’autoerotismo, che ama fare sesso con le capre.

STOCCATA – Pur non facendo cenno alle doti poetiche del collega britannico, qualche stoccata Celik l’ha tirata. La Turchia, pur rispettando la decisione della Gran Bretagna di lasciare la UE, non può lasciare passare inosservata la retorice anti-turca emersa durante la campagna referendaria. «Dobbiamo chiudere questa brutta parentesi e guardare al futuro».

POSTER – «È vero che stiamo lasciando l’Unione Europea, ma non stiamo lasciando l’Europa» ha detto da parte sua Johnson, che fra l’altro ha sangue turco nelle vene, visto che il suo bisnonno paterno è emigrato in Gran Bretagna dal villaggio anatolico di Kalfat. Anche per questo, non aveva destato buona impressione da queste parti la sua vicinanza a “Vote Leave”, uno dei comitati a favore della Brexit, che nel corso della campagna elettorale ha fatto girare un poster in cui si affermava che, con l’ingresso della Turchia nella UE, 76 milioni di turchi si sarebbero riversati nel Regno Unito. Ora l’ex sindaco di Londra ha cambiato di nuovo idea e per la Turchia ha solo parole di miele.

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Foto David Holt

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