Corruzione nel calcio inglese, spunta il nome di Cellino

LONDRA – Il “Telegraph” fa nuove vittime. Il primo è stato il ct della nazionale inglese Sam Allardyce, che si è visto rescindere il contratto dalla Football Association dopo le rivelazioni del giornale. Ora tocca ad altri. Fra questi anche Massimo Cellino, proprietario del Leeds United.

Il proprietario del Leeds United, Massimo Cellino
Massimo Cellino (foto di Diego Lecca)

IMBOSCATA – Come tutti gli altri personaggi coinvolti nella vicenda, anche Cellino è stato il bersaglio di quella che da queste parti si chiama “sting”, che letteralmente significa “stangata” ma che in questo caso potremmo tradurre con “imboscata”. Due giornalisti del “Telegraph” si sono finti uomini d’affari e hanno indotto l’ex presidente del Cagliari a parlare della pratica della “third party ownership” – cioè la proprietà del cartellino di un giocatore appartiene a un’entità terza che non sia un club – pratica vietata dalla FA nel 2008 e dalla Fifa l’anno scorso. Secondo il “Telegraph”, che ha anche pubblicato un filmato (da cui, a dire la verità, non si capisce granché), Cellino vuole sapere dai suoi interlocutori come aggirare il divieto. Secondo il Leeds, è tutta una montatura.

BUSTARELLA – Caso più grave è quello che riguarda Tommy Wright. Il vice-allenatore del Barnsley, squadra di Championship, ha accettato infatti un pagamento di 5 mila sterline in cambio dell’impegno ad aiutare i finti uomini d’affari a reclutare giocatori del Barnsley e di altre squadre. Evidente in questo caso il conflitto d’interessi di Wright, che è stato prima sospeso e poi licenziato dal suo club dopo un incontro con i dirigenti. Il diretto interessato sostiene di non avere fatto nulla di male, ma le immagini sembrano inchiodarlo: nel filmato del “Telegraph” lo si vede chiaramente prendere la “bustarella”.

CONFERENZE – Abbastanza grave sembra anche la posizione di Jimmy Floyd Hasselbaink, ex giocatore del Chelsea e attualmente manager del Queens Park Rangers. Il tecnico olandese si sarebbe messo d’accordo per un compenso di 55 mila sterline per tenere una serie di conferenze in Estremo Oriente per la stessa falsa compagnia che ha incastrato gli altri. Non solo, perché Hasselbaink si sarebbe anche detto pronto a ingaggiare nel suo team giocatori rappresentati dalla compagnia. Anche in questo caso il problema è il conflitto di interesse. Hasselbaink nega tutto e si dice distrutto dalle accuse. Ma anche per lui potrebbero esserci risvolti penali.

EPISODI – Visto che l’indagine del “Telegraph” si arricchisce di nuovi episodi ogni giorno, si stanno moltiplicando le richieste per un’inchiesta indipendente commissionata dalla FA o per un’indagine della polizia. O entrambe, anche perché, come dice il presidente Greg Clarke, la Federcalcio inglese non ha poteri giudiziari.

INDAGINE – Ciononostante, la FA, la Premier League e la English Football League hanno rilasciato un comunicato congiunto nel quale si impegnano a indagare a fondo sulle vicende denunciate dal “Telegraph”. «L’integrità nell’amministrazione del calcio è per noi di fondamentale importanza. Qualsiasi accusa sarà esaminata con tutta la forza delle regole a nostra disposizione, che sono ampie e sviluppate. In più, dovessimo trovare qualsiasi prova di comportamenti criminali, informeremmo e cercheremmo il supporto delle autorità». L’impressione è che la vicenda sia destinata a durare ancora a lungo e a coinvolgere altri protagonisti del calcio inglese.

Bufera sul calcio inglese, il ct Allardyce perde il posto
Immagine di apertura di Howard Lake

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