UKIP: Politiche immigrazione governo esagerate

LONDRA – Quando proponi politiche sul controllo dell’immigrazione che anche un partito che del controllo sull’immigrazione ha fatto la sua ragione sociale ritiene eccessive, allora forse è il caso di fermarsi a riflettere per un momento. Nel corso della conferenza annuale del partito conservatore, le dichiarazioni preoccupanti non sono mancate. Il premier Theresa May ha dato il là, facendo capire di essere pronta a tutto, anche a rinunciare all’accesso al mercato unico, con tutto ciò che ne consegue dal punto di vista economico, pur di tornare ad avere il controllo sulle frontiere. Il ministro del Commercio estero, Liam Fox, ha proseguito, dicharando che i diritti dei cittadini UE che vivono nel Regno Unito sono una carta da giocare in sede di trattative per la Brexit. Il ministro dell’Interno, Amber Rudd, ha chiuso il cerchio rendendo pubblico un inquietante progetto di schedatura delle aziende che impiegano prevalentemente lavoratori stranieri e annunciando una stretta sull’immigrazione universitaria.

CRITICHE – Quando poi ha cominciato a circolare la voce che l’Home Office, vale a dire il ministero dell’Interno, aveva comunicato a tutti gli studiosi non britannici che la loro consulenza non sarebbe più stata utilizzata a proposito di Brexit, la risposta è stata di quasi unanime condanna. Sinistra, centro, destra, il fuoco di sbarramento è stato pesante assai. Nessuno si aspettava però che critiche arrivassero anche dall’UKIP, partito che sulla lotta all’immigrazione ha condotto campagne ai limiti del razzismo (e spesso oltre).

ESAGERATI – Roger Helmer, eurodeputato del partito di Nigel Farage, pur dicendosi in linea di massimo d’accordo con le politiche del governo, ha definito infatti esagerate e stupefacenti le recenti uscite di May e soci, aggiungendo non a torto che, se a pronunciare dichiarazioni del genere fossero stati esponenti del suo partito, sarebbero immediatamente stati definiti fascisti.

FASCISTI – «Mi piace quello che Theresa May sta facendo – le parole di Helmer -. Sembra che abbia accolto il 90% del programma dell’UKIP. In un certo senso, è addirittura andata otre. Questa idea che le aziende dovrebbe fornire una lista di stranieri, se l’avessimo proposta noi la gente sarebbe scesa in strada per darci dei fascisti. Personalmente penso che sia un’esagerazione e sia una cosa piuttosto meschina, così come questa storia degli studiosi alla LSE (London Schoool of Economics,ndr) che non possono più fare consulenze sulla Brexit. Se è vero, credo sia stupefacente».

DIRITTI – Intanto, nonostante le contrastanti notizie degli ultimi giorni e le dichiarazioni del ministro Fox, che con sorprendente cinismo aveva dichiarato la volontà di usarli come carta da giocare al tavolo dei negoziati con la UE, fonti dell’Home Office fanno sapere che i diritti dei cittadini europei non potranno essere toccati. Non per buona volontà da parte del governo, ma perché nel 2019, quando è previsto che il Regno Unito lasci ufficialmente l’Unione Europea, la stragrande maggioranza di essi – l’80% su 3,6 milioni – avrà già maturato il diritto a restare, rendendo legalmente impossibile la deportazione. Per il restante 20% ci sarà un’amnistia. Davvero una buona notizia.

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