Lo scandalo Trident mette nei guai il governo May

Theresa May deve benedire la Brexit, perché se la questione del divorzio del Regno Unito dall’Unione Europea non monopolizzasse l’attenzione dell’opinione pubblica, la Premier sarebbe in guai seri. Tutta colpa di un missile lanciato da un sottomarino di Sua Maestà che, invece di dirigersi verso l’Africa, ha pensato bene di cambiare rotta e puntare la Florida prima di essere fatto inabissare ingloriosamente nell’Atlantico. Un episodio che il governo britannico – con David Cameron prima, con la May poi – ha cercato di tenere segreto, ma che è stato scoperto dal “Sunday Times”, provocando uno scandalo che, non ci fossero altre questioni a distrarre il pubblico, avrebbe avuto conseguenze gravi per l’inquilina di Downing Street.

Ma andiamo con ordine. Tutto comincia alla fine dello scorso giugno, più o meno nei giorni del referendum sulla Brexit. Il sommergibile Vengeance, rientrato in servizio dopo 4 anni di lavori di ammodernamento costati 350 milioni di sterline, si trova al largo della Florida per effettuare alcuni test. Tra questi, c’è il primo lancio di un missile Trident II D5 in quattro anni: in servizio dal 1990; costo 17 milioni di sterline a pezzo; lunghezza 13 metri; peso 60 tonnellate; gittata 4 mila miglia nautiche; capace di trasportare testate nucleari. Un’arma sofisticata e affidabile, insomma. Quel giorno, però, qualcosa va storto, quasi sicuramente per problemi al sistema di telemetria: invece di dirigersi a est verso l’Africa, come previsto, il Trident devia verso la vicina Florida. Per fortuna, scatta subito il meccanismo di autodistruzione e tutto finisce senza danni. Un evento raro, ma non impossibile.

Il governo britannico, in quel momento ancora presieduto da Cameron, e gli alti vertici della Marina, però, entrano nel panico. E decidono di tenere il tutto segreto, in parte per pressioni dell’amministrazione Obama in parte perché da lì a poco in Parlamento è previsto un dibattito per il rinnovo del sistema di deterennza nucleare.

Pochi giorni dopo Cameron si dimette in seguito alla sconfitta nel referendum sulla Brexit. Gli succede Theresa May, che viene subito informata del test missilistico fallito e, come il suo predecessore, decide di non farne parola. Nemmeno quando il 18 luglio si presenta in Parlamento per ottenere l’approvazione di uno stanziamento di 40 miliardi di sterline per il rinnovo del sistema Trident. I deputati dicono sì a schiacciante maggioranza (472 contro 117). Nessuno però è stato informato del Trident finito in mare al largo della Florida. Forse a Downing Street pensano che nessuno verrà mai a sapere dell’episodio. Ma come dice Lord West, ex capo di stato maggiore della Marina, pensare che una cosa del genere possa rimanere segreta è da idioti. E infatti puntuale domenica scorsa arriva lo scoop del “Sunday Times”. A quel punto nel governo perdono completamente la testa. A partire dalla stessa May, che ai microfoni della BBC nella stessa giornata per ben quattro volte si rifiuta di rispondere a domande sulla questione.

Le cose non vanno meglio con il Ministro della Difesa Michael Fallon, che il giorno successivo si presenta in Parlamento e si rifiuta di confermare l’episodio, che pure ormai tutti sanno essere avvenuto, e descrive la missione del Vengeance come un successo e il Trident come un sistema perfetto. Per sua sfortuna, proprio mentre sta parlando, in America la CNN manda in onda un servizio in cui un ufficiale a stelle e strisce conferma che il test missilistico è stato un fallimento clamoroso. La notizia si diffonde tra i deputati, che tornano a interrogare Fallon. Il quale, però, insiste con la tattica del muro di gomma: “Non credo nella trasparenza in quest’aula quando si parla del nostro deterrente nucleare”. Il tutto dopo che da Downing Street era arrivata la conferma che Theresa May era al corrente dell’incidente quando si era presentata in Parlamento per chiedere il rinnovo del finanziamento per Trident.

Nella foto, il ministro della Difesa, Michael Fallon (foto Policy Exchange)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s